Anonimo: Extraordinary Micol S. Morton, are you single?

I would very much like to know how to reply to your question. Try again later.

Anonimo: How can you be so beautiful?

Oh, lovely anon. It’s thanks to Adobe Lightroom.

There’s dust. As the warm wind blows, I let my hair cover my eyes. If I had a guitar in this very moment, I would write a song about the desert.
If I had a pen and a sheet of paper, I would draw my body as a cactus.
If I had a typewriter, I would describe the slow decomposition of my cells under the boiling sun.
If I had him, my heart would crumble.

If I had you, I would take you to my bed and hit you and cry and make love to you.
If I had you. Well, that would be enough.

Il mio corpo che si ribella. Autodistruzione che non condivido. Se volessi morire, troverei un modo migliore. Questo settembre mi ha portato dolori ai muscoli e alle ossa, virus oscuri e presagi di sparizioni premature.
Da tre notti mi addormento al tuo fianco, e faccio incubi diversi ma con lo stesso finale: io che cado nel buio, sul pavimento, e creature che non vedo che mi trascinano verso gli angoli. Il seguito, come te lo descrivo di solito è: then I am crawling back to you, I can’t walk nor talk and my jaw shakes as if I was on drugs, I try to call your name but nothing comes out. And you’re on the bed, asleep. And I say: Aaron, Aaron!
Stanotte è successo ancora, mi sono svegliata gridando il tuo nome. Ancora una volta tu mi hai abbracciata e mi hai tranquillizzata, e io ti ho raccontato tutto e alla fine ho detto: but I like the fact that you are the one that I call and you are the key to get out of the nightmare.
Domattina parti, vai in Germania in autostop. Lasci da me il tuo flauto traverso, l’amplificatore, dei libri e lenzuola che hanno l’odore mio e tuo, tuo e mio. Vai con la tua migliore amica in Croazia - sempre facendo autostop. Lei si sposa l’anno prossimo.
Avrei voluto fare l’amore - che poi a te dico “I want you to fuck me” perché non voglio fare la sentimentale - tutto il giorno. Da quando sei arrivato, voglio morire con le gambe attorno ai tuoi fianchi. Ci svegliamo all’unisono e ci guardiamo e rimaniamo a letto fino al tardo pomeriggio. Ma in questi giorni sto sempre più male e oggi, l’ultimo giorno che ti avevo qui, abbiamo fatto l’amore solo una volta ed eravamo tristi e quasi volevo piangere dal dolore.
Qualche giorno fa ti ho chiesto di legarmi, hai preso le catene e me le hai strette attorno ai polsi e poi al letto. Mi hai bendata e mentre mi colpivi piangevo e ti volevo forte. Mi chiedevi se desideravo che ti fermassi ma io ti dicevo che no, volevo piangere.
In senso figurato e nel buio della stanza, adesso piango. Perché le mie gambe sono distrutte e ho le mie altre mille preoccupazioni da ipocondriaca sui miei virus e il mio sangue. Piango perché hai pianto al mio fianco. Piango perché anche se fra due settimane torni, poi chissà quanto rimani e se avrai la forza e il desiderio necessari per portare avanti questa cosa che non si sa cos’è e perché e com’è - si sa solo che you are mine e I am your man - e se. Se.
Per esempio, oggi hai registrato il rumore che fanno le conchiglie che ho in sala. Per esempio, oggi io ero sdraiata nuda sul divano e tu suonavi la chitarra e cantavamo insieme Personal Jesus guardandoci negli occhi e come al solito io sono finita per pensare a una qualche frase di Morrissey.
Per esempio, l’altra mattina mi hai svegliata dopo una notte di dolori lancinanti. Mi hai fatta alzare dal letto, e avevi preparato un bagno caldo e un te’ fumante e mentre ero sdraiata nell’acqua bollente e chiara tu mi guardavi ed eri seduto sul bordo.
Ma vedi, domani notte gridero’ il tuo nome ma non ci sarai per dirmi “it’s all right, babe. I am here” . Ci saranno le mie ossa fragili e i miei muscoli a pezzi e le mie infezioni e la febbre. Ci saranno un poster degli Smiths e Buffalo ‘66.
Forse, i lividi che mi hai lasciato dappertutto. Una presenza viola e lilla che mi ricordi il tuo nome.

Ma alla fine tu sei qui addormentato e nudo, affianco a me. E poco importa, mi dico, poco importa.

Farewell. To M.

I read what you once wrote on my journal. We had this thing, do you remember? I used to buy a journal for my drawings and songs, but somehow you always ended up writing and drawing on it. So now, all of my journals have pieces of you inside.
So yeah, I was reading what you wrote on my journal. I wanted to give those pages back to you, but you disappeared like dust in the wind. I never really got the chance. Anyways.
You said that you were writing a play. As I read it, I realise it was more of a diary. I don’t think you’ve ever noticed. It was written in english, and sounded a lot like Burroughs. That is why I am writing you this letter in english. I am posting it here as I really don’t feel like texting you or calling you. I wonder if you ever check this blog. Just to see if I am still alive and still dreaming.
Are you alive? Are you still dreaming? Are you in touch with your inner self? Have you finally found out who you are?
You never really knew. You never knew.
Coffee and cigarettes. Tea and cigarettes. Thai noodles and cigarettes. That is you, and no matter how hard I try, I can’t visualise you without a cigarette in your mouth and a cup of coffee in your hands.
I bet you’re having coffee in this very moment. I almost can feel its taste on my own tongue.
I am writing just to show you that I do not look back in anger - just like that play we both like very much. I am just writing to tell you that after reading those pages on my journal, I finally want to decree that I will always love you, but I don’t love you anymore. I know you do understand. I guess this is how you felt when you broke me - not once, but twice. I guess this is how Joan of Arc felt.
Today, I turned the last page you wrote. I said, to the empty house: now it must be over. Now it’s over.
I hope you’ve found yourself. I hope you didn’t get lost in a life you’ve always wanted to avoid. I hope you did not follow the path He (you know who I am talking about) wanted for you just because he wanted you to. I hope you will become an artist, a real artist. A famous, loved, venerated artist. I hope you will get as great as Francis Bacon, if you still want to be a painter. I hope you have found love.
May we meet again one day, both happy and with the world at our feet.
For now
Be lucky & stay handsome forever

Micol S. Morton